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Spari in un nuovo centro di accoglienza migranti nell'ennese in Sicilia. Nessun ferito ma c'è il rischio degenerazione

Pubblicato da in Cronaca siciliana ·
Tags: EnnaPietraperziasparimigranti

migranti in Italia - foto generica

Ci sono stati spari durante la notte scorsa a Pietraperzia, in provincia di Enna, in un nuovo centro che ospita migranti. Dopo i fatti di Macerata, anche questo gesto nell'ennese preoccupa e non poco.
C'è uno Stato che, insieme ad associazioni varie e istituzioni ecclesiastiche, pensa solo ad una integrazione di masse provenienti dai Paesi africani, non preoccupandosi della identità nazionale, che nulla ha a che vedere con il razzismo, quel razzismo di cui si riempiono la bocca tutti coloro che con l'immigrazione fanno i soldi. L'identità dell'italiano e della famiglia italiana viene oggi messa in discussione da queste forme di integrazione che troppo scompiglio stanno creando da nord a sud.
Nel centro di accoglienza dell'Associazione Don Bosco 2000, a Pietraperzia, dormivano quattro ragazzi del Bangladesh appena maggiorenni quando alcuni colpi d’arma da fuoco hanno infranto la finestra della loro stanza e i proiettili si sono conficcati nella porta interna.
Nessuno è rimasto ferito, per fortuna, ma questo gesto preoccupa, e non poco, gli abitanti di questo paesino che vede, negli ultimi decenni, i propri giovani fuggire al nord o in altri Paesi alla ricerca di un lavoro, per poi ritrovarsi nelle proprie vie cittadine giovani provenienti da paesi come il Bangladesh, dove non c'è comunque nessuna guerra e quindi non si capisce cosa ci facciano in Italia.
Il presidente dell'associazione ha commentato il gesto come "probabile odio gratuito, in linea con le polemiche che infiammano l’Italia". Poi il presidente dell'associazione racconta che l’idea di aprire un nuovo centro d’accoglienza in questo territorio, è nata lo scorso marzo: "In un solo giorno sono sbarcati 4.000 migranti così il Vescovo ci ha chiamati per cogliere la nostra disponibilità a gestire la struttura che ci ha offerto. Ci è sembrata una buona idea quella di portare i ragazzi qui e tentare una vera integrazione".
Ma perchè non chiedere preventivamente agli abitanti del posto se davvero vogliono queste forme di integrazione imposte dall'alto e suggerite da chi vi ha interessi economici nella gestione dei migranti?
Questi gesti vanno sempre condannati, non è possibile che ci si faccia giustizia da soli, ma lo Stato deve imparare a proteggere gli italiani e la loro identità nazionale. Questo non è razzismo, questa è invasione legalizzata.


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