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Forse sapete già della multa di 50.000 euro inflitta a Rousseau dal Garante Privacy ma nessuno vi dirà che il Garante è

Pubblicato da in Dall'Italia ·
Tags: RousseaumutaGarantePrivacy


Forse avete già letto della sanzione di 50.000 euro all'Associazione Rousseau di Casaleggio da parte del Garante per la Privacy, giornali e televisioni stanno impazzendo per dare quanto più risalto possibile a questa notizia, ma quello che non sapete, perchè nessun giornale e nessuna televisione ve lo dirà, è che il presidente del Garante per la Privacy è Antonello Soro, l'ex capogruppo del Partito Democratico.

Qualcuno dirà e allora? Allora c'è che il Garante per la protezione dei dati personali è un'autorità amministrativa indipendente istituita dalla legge n. 675 del 31 dicembre 1996, per assicurare la tutela dei diritti e delle libertà fondamentali e il rispetto della dignità nel trattamento dei dati personali. Ora, la domanda nasce spontanea: come potrebbe essere indipendente un'autorità di garanzia se questa autorità di garanzia è presieduta da un politico appartenente a quella opposizione che, con ogni mezzo e ogni santo giorno, attacca una delle due forze politiche che stanno al Governo, il M5S, la stessa che ora, guarda caso, viene sanzionata da questa autorità?

Ma vediamo chi è Antonello Soro. Basta andare su Wikipedia per leggere la sua vita politica e provare a fare 2 + 2:
Laureato in medicina e chirurgia, ha avviato la sua esperienza politica nel movimento giovanile della Democrazia Cristiana. È stato sindaco di Nuoro dal 1979 al 1980, e poi consigliere regionale della Sardegna dal 1984 al 1994, ricoprendo anche l'incarico di Presidente del gruppo consiliare della Democrazia Cristiana. Ha partecipato alla costituzione del Partito Popolare Italiano, del quale è stato il primo segretario regionale, e per il quale è stato eletto deputato alle elezioni politiche del 1994 e del 1996.
Nel 1995 è vicepresidente del gruppo dei deputati popolari guidato da Nino Andreatta.
Nel 1997 è nominato coordinatore della segreteria nazionale del PPI guidato da Franco Marini.
Nel 1998 viene eletto presidente del gruppo parlamentare "Popolari e Democratici - L'Ulivo", sostituendo Sergio Mattarella.
Rieletto deputato nel 2001, è stato presidente della Giunta delle elezioni della Camera, ha aderito alla Margherita ed è stato confermato a Montecitorio per la lista dell'Ulivo nel 2006. Nello stesso anno viene nominato coordinatore nazionale dell'esecutivo della Margherita. Fa parte dei 45 membri del Comitato nazionale costituente per il Partito Democratico.
Nell'ottobre del 2007 diventa primo Presidente del gruppo del PD alla Camera dei deputati.[1] Rieletto alla Camera nel 2008 è stato confermato Capogruppo alla Camera del PD. Si è dimesso dall'incarico nel novembre 2009.
Ministro per i Rapporti con il Parlamento nel Governo ombra del Partito Democratico guidato da Walter Veltroni dal 9 maggio 2008 al 21 febbraio 2009, funzioni che svolge in quanto Capogruppo alla Camera in collaborazione con il suo omologo al Senato Anna Finocchiaro. Ha fatto parte della corrente Area dem.” (tratto da Wikipedia)

Per quanto attiene alle motivazioni che hanno portato alla multa, tra l'altro arrivata proprio nel giorno in cui nella piattaforma Rousseau si stava votando per scegliere i candidati del M5S per le prossime elezioni europee, Enrica Sabatini, braccio destro di Davide Casaleggio ed una dei soci dell'Associazione Rousseau, ha dichiarato: "L'infrastruttura tecnologica di Rousseau come abbiamo comunicato nei giorni scorsi è stata potenziata recependo le osservazioni del Garante e così ha risposto alla domanda di maggiore innovazione e a quella di essere uno strumento all'avanguardia in grado di soddisfare le esigenze degli utenti e delle tante attività che vengono svolte sulla piattaforma".





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