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Perché l'Istat non inserisce nel paniere dell'inflazione i prodotti che possono essere venduti in questo periodo di emergenza?

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Tags: coronavirus

I prodotti introvabili in tempo di coronavirus

In questi giorni è più semplice reperire oro e diamanti rispetto ad un pacco di farina, un pezzo di lievito, una bottiglia di alcool o igienizzante, per non parlare delle mascherine. Il valore dei soldi sembra essere sparito (non per quelle famiglie in grosse difficoltà economiche, tantissime per la verità), si esce per il necessario, nessuna uscita di piacere, negozi chiusi e zero vita sociale. Eppure c'è chi, in questa emergenza sanitaria, sociale e soprattutto economica, pensa a speculare sui prodotti di prima necessità per ricavarne il massimo profitto.

Un consiglio per l'Istat a questo punto nasce spontaneo: perchè non inserire nel paniere dell'inflazione tutti i prodotti di prima necessità che sono rimasti commerciabili in questo periodo di emergenza, eliminando mentre dal paniere tutti quei beni inutili che oggi non possono essere venduti e che servono solo a tenere bassa l'inflazione?







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