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Le leggi vengono fatte da ricchi privilegiati ma rovinano solo i poveri tartassati

Pubblicato da in Opinioni ·
Tags: discrimazionesocialecasta

La legge è davvero uguale per tutti?


Quando si parla di separazione non si può non pensare alla nuova emergenza sociale che sempre più spesso porta padri separati, ma anche separati senza figli, a vivere una vita infernale a causa del mantenimento a favore dell'ex coniuge, spesso deciso dal giudice senza tener conto delle precarie condizioni economiche del destinatario di queste sentenze ingiuste ed inique.
Non è che tutti si chiamino Silvio Berlusconi? Non tutti possono permettersi un assegno di mantenimento di due milioni di euro al mese all'ex coniuge. Per un operaio che guadagna appena 1.000 euro al mese, da cui deve togliere l'affitto di casa dove vive e le spese delle utenze necessarie, anche soltanto 100 euro all'ex coniuge, possono rappresentare una cifra milionaria, a meno che non rinunci all'affitto, alle utenze, all'auto, agli amici, al telefonino, insomma a vivere una vita normale. La situazione poi è peggiore se ci sono in famiglia dei figli che ancora non lavorano, in questo caso non solo il malcapitato si vedrà costretto dal giudice a mantenere l'ex coniuge ma, qualcuno dirà anche "giustamente", pure i figli avranno diritto al mantenimento, e che mantenimento, come se tutti guadagnassero quanto guadagna un giudice in Italia.








L'altro giorno, per caso, seguivo una causa nella trasmissione di Canale 5, Forum, dove un divorziato chiedeva al giudice di ottenere la diminuzione dell'assegno di mantenimento a favore dell'ex moglie e della figlia maggiorenne, perchè con il suo stipendio di operaio, appena mille euro, non riusciva a vivere più la sua vita con la nuova compagna e il figlio appena nato da questa nuova unione. Ebbene non mi ha impressionato tanto la sentenza del giudice, che ha respinto la richiesta del poveraccio, quanto il commento della conduttrice di questa trasmissione, Barbara Palombelli, moglie del politico Francesco Rutelli, che dice al povero malcapitato: "non mi faccia sentire che non ce la fa ad arrivare a fine mese sennò me ne vado... lei ci doveva pensare vent'anni fa, quando ha deciso di avere una figlia...". Troppo facile dire queste cose ad un operaio dall'alto dei tuoi privilegi, cara Palombelli. Ma uno che stenta ad arrivare a fine mese, uno che ha già rinunciato ad andare in pizzeria, uno che non si cura neanche più per mancanza di denaro, che altro dovrebbe fare per non ledere i capricci di una figlia ventenne pronta a denuciare il padre appena ritarda ad arrivare l'assegno di mantenimento mensile? Si dovrebbe forse ammazzare? Così magari la figlia se ne farebbe una ragione e forse si troverebbe un lavoro per vivere la sua vita senza essere mantenuta da una sentenza del giudice? Oppure la separazione è soltanto cosa da ricchi privilegiati?










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