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Siamo tutti nelle mani di Mark Caltagirone. Ecco cos'è diventata oggi la televisione

Pubblicato da in Opinioni ·
Tags: tvspazzatura


Il televisore nasce negli anni '50 ma nel giro di pochi anni, con il progresso dell'economia, diviene accessorio di sempre maggior diffusione, sino a raggiungere anche classi sociali meno agiate. L'elevato tasso di analfabetismo riscontrato nella maggioranza della popolazione suggerì la messa in onda di "Non è mai troppo tardi" (1959-1968), un programma di insegnamento elementare condotto dal maestro Alberto Manzi e che, è stato stimato, avrebbe aiutato quasi un milione e mezzo di adulti a conseguire la licenza elementare.

Nonostante i quasi cent’anni dall’unità del Paese, l’Italia era ancora piuttosto frammentata, soprattutto dal punto di vista linguistico: l’italiano non era la lingua del popolo e i livelli di analfabetismo erano abbastanza elevati. Bisognava quindi diffondere una lingua comune, condivisa da tutte le classi sociali, che permettesse a tutti gli individui di sentirsi veramente italiani. Bisognava “insegnare l’italiano” alla massa, alfabetizzare e rendere accessibile a tutti la cultura. Strano a dirsi, ma il ruolo della televisione nei primi anni fu fondamentale dal punto di vista pedagogico ed educativo: ha saputo agevolare l’unificazione linguistica e la crescita culturale dell’Italia, raggiungendo tutti gli strati della popolazione, soprattutto quelli maggiormente svantaggiati. Almeno nella fase iniziale, la televisione italiana era una delle più pedagogiche al mondo. Le sue finalità erano certamente educative e se da un lato, non cercando il consenso dei telespettatori, era considerata soporifera, ha indubbi meriti nei confronti di una situazione di partenza di una nazione arretrata e culturalmente divisa. Non è solo una battuta umoristica dire quindi che, almeno a livello linguistico, "L'unità d'Italia non l'ha fatta Garibaldi, ma l'ha fatta Mike Bongiorno."

Ma cos'è diventata oggi la televisione? Le sue finalità sono rimaste ancora oggi quelle educative di un tempo? Oppure, come penso io, la televisione è un circo dove ogni giorno si esibiscono acrobati, cantastorie, ballerini, giocolieri, tutti nell'intento di non farci sentire soli, ma darci la sensazione di essere tutti uniti e importanti. La televisione oggi è diventata un mondo che ci racconta il mondo a modo suo però, che da anni ormai ci propina la pubblicità della Barilla e del Mulino Bianco, che ci regala sogni ed emozioni con gli intrecci di Beautiful e Sentieri, che ci permette di realizzare i nostri sogni, di diventare ballerini, cantanti, attori con Amici. Ahi, quant’è bella la televisione! Soprattutto quando ci vuole infinocchiare una realtà che non lo è, quando viene utilizzata per manipolare le nostre coscienze, e sono tanti i casi ormai.

La televisione oggi è diventata la casa di pochi. Di Barbara d'Urso, di Maria De Filippi, di Fabio Fazio, di Bruno Vespa, di Enrico Lucci, di Lilli Gruber, tutti mostri sacri che detengono l'arte di propinare la verità, la loro e quella dei loro amici: i vari Platinette, Luxuria, Malgioglio, Lucianina e una buona parte di giornalisti che supportano il gioco nei vari salotti televisivi. Si perchè alla fine si tratta di un gioco, tutti in televisione giocano con le vite delle persone, con le disgrazie delle classi più disagiate, con le tragedie delle famiglie, fingendosi dispiaciuti della crisi economica che sta colpendo milioni di italiani, mentre loro si rincorrono per accaparrarsi stipendi milionari sempre più alti, alla faccia dei poveri a cui viene servita solo una guerra con altri poveri provenienti da altri paesi.



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