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Parco Archeologico della Neapolis

Il Parco Archeologico della Neapolis a Siracusa
Di notevole estensione, il Parco Archeologico della Neapolis racchiude importanti monumenti che rappresentano la storia della città di Siracusa:
la piscina romana, situata al di sotto della Chiesa di San Nicolò dei Cordari, ha un impianto a tre navate ed è stata sempre considerata come serbatoio d'acqua per la pulizia del vicino anfiteatro romano, anche se ultimamente è stata interpretata come granaio.






L'Anfiteatro romano costituisce uno spettacolare e grandioso esempio di monumento tipicamente romano in una città dalla fortissima impronta greca, diventata colonia militare romana per volere di Augusto nel 21 a.C.. Di considerevoli dimensioni, presenta una cavea elittica su tre livelli con un portico soprastante.


E' in parte costruito ed in parte intagliato nella roccia. Un complesso sistema di accessi consentiva agli spettatori di accedere ai vari posti e di defluire. Un corridoio (crypta) con aperture per l'accesso di animali e gladiatori è parallelo all'arena dove, al centro, si trova una camera per i macchinari degli spettacoli.
Era dotato di due accessi imponenti ma quello principale era a sud con un complesso sistema di scalinate. Datato tra III e IV secolo d.C., studi recenti indicano una datazione ad epoca augustea, con modifiche in età successive.
Vicini sono un ninfeo o fontana, anch'esso di epoca romana, ed i piloni di un arco onorario di età augustea attraversato da un asse viario E-W.






L'Ara di Ierone II
L'Ara di Ierone rappresenta, nell'ambito del rinnovamento della Neapolis voluto da Ierone II come espressione della sua potenza e della sua gloria dinastica, uno dei monumenti più significativi voluti dal grande sovrano.
L'Ara, dedicata a Zeus, garante dell'ordine cosmico e terreno, è il più grande altare conosciuto nel mondo antico per le sue dimensioni. Dell'altare, in parte scavato nella roccia, con monumentale elevato, rimane soltanto il basamento.
L'accesso al piano della mensa, dove avvenivano le offerte dei sacrifici, era consentito attraverso due rampe di accesso decorate da due coppie di telamoni che reggevano l'architrave. E' possibile ancora vedere i piedi della coppia sul lato settentrionale, vicino alla recinzione. Il piazzale antistante era adornato da un portico grandioso a U (64 x 14 colonne), con propileo d'ingresso, interpretato come tempio, ed una vasca, al centro, con basamento centrale. Il portico, considerato di età augustea, è stato di recente ritenuto contemporaneo alla stessa ara e datato al III secolo a.C.




Il Teatro greco
Scolpito nella roccia del colle Temenite, si trova il monumento più famoso del parco archeologico della Neapolis, il Teatro greco. La sua storia e le sue trasformazioni si identificano con la storia stessa di Siracusa. La sua forma attuale è stata voluta da Ierone II, nell'ambito del suo programma di organizzazione urbanistica della Neapolis, secondo i principi dell'architettura scenografica del mondo ellenistico, che ha fatto di Siracusa una delle più importanti e famose capitali di tale periodo.



La cavea, lo spazio per gli spettatori, comprende ben 67 ordini di gradini ed è divisa in 9 cunei da 8 file di scale. Un corridoio con alto parapetto divide la ima cavea dalla summa cavea. Al centro è inciso il nome di Zeus, mentre sul lato est erano i nomi di altre divinità, su quello occidentale, invece, i nomi dei membri della famiglia reale, ancora visibili in parte. Il teatro ha subito trasformazioni nel corso dei secoli.



L'apparato scenico doveva essere grandioso, soprattutto in epoca romana, ma tutte le parti costruite, incluse quelle della cavea, sono state riutilizzate dagli Spagnoli per le fortificazioni di Ortigia. Nella parte superiore, davanti alla grotta, dove sgorga l'acqua del Ninfeo, fu realizzato da Ierone II un portico a L.



Nella terrazza superiore, ora non visitabile, nell'area dove sorgeva in epoca arcaica un tempio, fu costruito un altro portico a U, alla cui estremità orientale si trovavano i due templi di Cerere e Libera, ricordati da Cicerone.
Il teatro ha origini antiche: da fonti scritte sappiamo che esisteva nel V secolo a.C. ed è in questo teatro che Eschilo mise in scena le "Etnee" nel 476 a.C. e forse anche i "Persiani".


Le Latomie
Le Latomie sono grandiose, profonde e spettacolari cave per l'estrazione della pietra, oggi trasformate in giardini lussureggianti. Le Latomie costituivano una sorta di cintura attorno all'antica città, da ovest ad est, da quella del Paradiso a quella dei Cappuccini. Secondo antichi sistemi, si andava alla ricerca della pietra migliore procedendo in profondità e lasciando, a sostegno del piano originario, dei piloni, caduti a seguito di terremoti e dei quali ne rimane uno all'interno della Latomia del Paradiso.





Nell'angolo nord-ovest della Latomia del Paradiso si trova l'Orecchio di Dionisio, famoso per l'eco straordinario. Il suo nome è dovuto al Caravaggio che collegò la sua forma sinuosa con la leggenda del tiranno Dionisio che rinchiudeva i prigionieri per ascoltarne i segreti.









Vicina è la Grotta dei Cordari, chiamata così perchè qui dal XVII secolo  e fino ancora ad oltre la metà del '900 i Cordari intrecciavano fibre naturali per a realizzazione di corde, favoriti dall'umidità del luogo. Adiacente è la Grotta del Salnitro.





Seguono la Latomia dell'Intagliatella ed infine quella della Santa Venera, caratterizzata dalla presenza di piccole nicchie intagliate nella roccia, testimonianza del culto dei defunti eroizzati.
All'estremità orientale del Parco della Neapolis si trova il complesso conosciuto come "La Tomba di Archimede" che deve questa denominazione alla grande camera sepolcrale con un prospetto architettonico monumentale.


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La mia forza è nata dal vostro disprezzo, il mio amore è cresciuto con il vostro odio, il mio respiro esiste da quando non esistete più voi, perchè se è vero che è brutto essere figlio di nessuno, è altrettanto vero che è stupendo avere la certezza di non aver preso nulla da voi...
© Giuseppe Cianci


 
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