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C'è aria di cambiamento nella politica italiana e chi non la nota è solo prevenuto

Pubblicato da in Opinioni ·
Tags: SalviniDiMaioCamerepovertà

E' ufficialmente iniziata la XVIII legislatura


Le mosse di Salvini e Di Maio, per l'elezione dei presidenti delle Camere, sono risultate vincenti, Berlusconi è stato messo all'angolo, nonostante i suoi diktat, il linguaggio che si sente in questi giorni è quello del popolo. Ho sentito Salvini (Lega) parlare di tagli agli sprechi, di gente che non arriva a fine mese, di criminalità diffusa, di immigrazione esasperata, ma ho anche sentito Toninelli e Fico, entrambi del M5S parlare di sprechi nei palazzi e di aiuti ai cittadini e alle imprese in difficoltà, insomma i vincitori di queste ultime elezioni parlano la stessa lingua, quella che piace alla maggior parte degli italiani.
Oggi si sono eletti i presidenti delle due Camere grazie proprio alle mosse di Salvini e Di Maio, altrimenti saremmo ancora qui a seguire votazioni e trabocchetti all'infinito, per la gioia dei giornalisti. Silvio Berlusconi ha provato in tutti i modi a dirigere la partita dei presidenti delle Camere, dalle stanze segrete di Palazzo Grazioli, luogo della sua residenza dal 2013, con i suoi diktat:
1) per prima cosa ha indicato come candidato alla presidenza del Senato un suo uomo di fiducia, Paolo Romani, pur sapendo che il M5S non avrebbe accettato mai e poi mai la sua candidatura in quanto condannato in via definitiva per peculato;
2) poi ha chiesto che Di Maio interloquisse con lui a Palazzo Grazioli, cosa che ovviamente Di Maio ha declinato;
3) anche la proposta di votare scheda bianca alle prime votazioni di Camera e Senato sono state dettate da Berlusconi, per prendere tempo, stile politica da prima repubblica;
4) ha insistito sul nome di Romani senza se e senza ma, come se fosse lui il leader della coalizione di centro-destra.
A quel punto Salvini ha capito, evidentemente, che continuando su questa strada avrebbe perso la faccia con i suoi stessi elettori, gente che aspetta i fatti e non le chiacchiere di sempre. Salvini allora ha fatto una mossa intelligente per mettere all'angolo Berlusconi e Forza Italia, definitivamente. Ha detto ai suoi di votare al Senato, nella seconda votazione di ieri, la Bernini, una di Forza Italia come a mandare a Berlusconi il seguente messaggio: se tu non fai un passo indietro su Romani il nome lo scelgo io perchè insieme ai 5 Stelle abbiamo i numeri per fare tutto. A questo punto Berlusconi grida al tradimento, ordina alla Bernini di darsi indisponibile alla candidatura per il Senato e manda in giro i suoi cani fidati, come Brunetta, che davanti ai cronisti afferma che la coalizione di centro-destra non c'è più per colpa di Salvini che ha rotto i patti. Poi durante la notte, sempre nelle stanze segrete di Palazzo Grazioli, dove è stato riunito tutto lo staff dirigenziale di Forza Italia, i toni si abbassano, anche perchè Berlusconi capisce che ha tutto da perdere, e questa mattina arriva il comunicato di Forza Italia che comunica di aver ritirato la candidatura di Romani e presentano un nuovo nome, quello della Casellati, donna forzista dalle prime ore, amica di Ghedini e fedelissima di Berlusconi, ma ad una condizione: che il M5S rinunci alla candidatura di Fraccaro alla Camera. Peccato per Berlusconi, che Di Maio aveva previsto già questa mossa dal caimano e per questo non aveva voluto bruciare il nome di Fico nelle prime votazioni,solo a questo punto si dice d'accordo e ritira il nome di Fraccaro che sostituisce con quello di Fico che è sempre stato il vero e unico candidato del M5S alla presidenza della Camera.
In tutto questo ci hanno guadagnato i cittadini che vedono così insediarsi la XVIII legislatura e i presidenti di Camera e Senato, quindi Mattarella potrebbe iniziare le consultazioni per decidere a chi dare il mandato di provare a fare un governo.
Dunque Di Maio e Salvini hanno dimostrato serietà e senso di responsabilità nei confronti dei cittadini, degli elettori e del Paese, a differenza di Berlusconi e di quel Pd che, ahimé, sembra ancora in campagna elettorale contro il M5S, speriamo si sveglino presto poverini.
Ora non importa chi governerà, se il centro-destra o il Movimento 5 Stelle, queste saranno scelte riservate alle valutazioni del Capo dello Stato, ma quel che conta è che nei programmi di Salvini per il centro-destra, come anche in quello di Di Maio per il M5S, ci sono molti punti in comune come i tagli agli sprechi, la regolamentazione dell'immigrazione, gli aiuti alle famiglie più povere e la diminuzione, perchè l'eliminazione sarebbe impossibile, delle disuguaglianze. E' importante e necessario adesso procedere con urgenza a risolvere questi punti del programma comuni ai due schieramenti. Non importa se ci sarà una diminuzione delle tasse oppure un reddito di cittadinanza, l'importante è che le fasce più deboli vengano sostenute e quest'aria di cambiamento si sente già nell'aria, non è vero che non è cambiato nulla.
Mi meraviglio che molti italiani sui social dicano e pensino il contrario, purtroppo non è colpa del Movimento 5 Stelle se vedete ancora seduti in Parlamento la Boldrini, Grasso, Bersani, Lorenzin, Fedeli, Franceschini, Renzi e tanti altri, purtroppo la colpa è della legge elettorale fatta dal Pd con la complicità di parlamentari di forze politiche, ormai scomparse, che cercavano solo una poltrona per loro. Io mi auguro che dopo aver affrontato i problemi più urgenti ed economici del Paese, chi sarà destinato a governare l'Italia tfrovi anche il buon senso di cambiare alcune leggi come la Fornero, il Job Act e prima fra tutte la legge elettorale.
Abbiate pazienza, dopo decenni di mala politica ora non pretendiamo già domani che cambino le cose. Un passo alla vota, l'importante è cambiare direzione per trovare i fondi da destinare alle cose più urgenti.



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