Prima i veneziani. L'Italia delle disuguaglianze si indigna - Testata on line. Blog d'approfondimento delle notizie con particolare interesse per la Sicilia. Un blog di opinion-leading - abcsicilia

Abcsicilia Blog Portal
Vai ai contenuti

Menu principale:

Prima i veneziani. L'Italia delle disuguaglianze si indigna

Pubblicato da in Opinioni ·
Tags: MoseallertameteoVenezia

Venezia, Piazza San Marco

C'è indignazione verso questa politica e quella passata pure, c'è indignazione verso i media che guidano l'informazione unicamente verso alcune tragedie ignorandone altre, altrettanto gravi dal lato umano quanto da quello architettonico e culturale. Sono giorni che in tutte le tv girano le immagini dell'acqua alta a Venezia insieme allo spot della protezione civile che invita a donare attraverso un numero solidale. Ora è evidente che le straordinarie bellezze artistiche, morali e materiali della più bella città del mondo, appartengono non solo agli italiani ma a tutto il genere umano e la loro messa a rischio, per via dell'acqua alta, non può che straziare chiunque abbia in petto un cuore. Verrebbe quindi, istintivamente, per un gesto di solidarietà umana, mettere la mano al portafoglio, un piccolo segno tangibile, come nobilmente invitano a fare tutti i conduttori di telegiornali e trasmissioni di intrattenimento vari.

Nessuno spiega però che gli italiani (e non solo i veneziani o i veneti) hanno già messo le mani in tasca per dare a Venezia la bellezza di 7 miliardi di euro per la costruzione del Mose, proprio per evitare che situazioni come quella di oggi accadessero. Che fine hanno fatto questi soldi? Tutti sappiamo delle vicende giudiziarie che hanno coinvolto politici, amministratori e imprenditori corrotti ma tutti sappiamo anche della lentezza della giustizia e della sua incapacità di colpire pesantemente i pesci grossi del malaffare.

La solidarietà umana non può ogni volta fare da alibi alle ruberie, al latrocinio, all’inefficienza crassa, ignorante, ripetitiva. Questa tragedia non è un terremoto imprevedibile e improvviso, i contribuenti italiani hanno pagato di tasca propria perché queste tragedie, già viste in passato, sempre a Venezia, non si ripetessero. Perchè si chiede ancora agli italiani di pagare per le colpe volontarie di chi ha truffato? Ma soprattutto, ed è questo ciò che indigna maggiormente, il maltempo di questi giorni non ha colpito soltanto Venezia ma ha devastato diverse zone dell'Italia creando immensi danni, per esempio, nelle campagne coltivate di alcune zone della Sicilia dove molti agricoltori hanno perso il loro raccolto, unica fonte di lavoro a loro disposizione, chi pensa a queste famiglie? Perchè non c'è stata la passerella dei politici e la solidarietà dell'informazione e della protezione civile in queste zone del sud?

Se vogliamo parlare della bellezza culturale e architettonica di Venezia allora non possiamo non parlare dell'altrettanta bellezza della capitale della cultura 2019, Matera, che sta lottando da sola, tra l'indifferenza dello Stato e della stampa, per riparare i danni causati dalla bomba d'acqua che ha trasformato qualche giorno fa le antiche viuzze dichiarate Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO in fiumi, perchè nessuno ne parla? A Matera la gente ha investito tanto denaro, con sacrifici enormi, per aprire strutture ricettive e locali vari per l'accoglienza dei turisti ed ora l'acqua, caduta abbondantemente e senza che nessuno potesse prevederla, ha messo in ginocchio parecchie attività, chi sta dando una mano a queste persone? Non sono forse italiani anche loro?

Oggi io non voglio impietosirmi per Venezia, ma  voglio indignarmi perchè questo è il momento di indignarsi, tutti, da nord a sud, perché se non ci indigniamo adesso, tra dieci, venti, trent'anni, staremo ancora punto e accapo con le stesse ruberie, gli stessi cialtroni, gli stessi ignoranti, le stesse facce di destra o di sinistra come ancora si definiscono anche se destra e sinistra sono sparite ormai da un pezzo e chi si annuncia come nuovo governa con chiunque pur di sedere nelle poltrone del potere, gli stessi problemi di sempre e le stesse promesse di sempre mai mantenute. E' ora di dire basta!


Potrebbe interessarti anche:











Siamo anche su Facebook
Torna ai contenuti | Torna al menu